Water is life

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– L’acqua pulita e il suo impatto sulle vite di donne e ragazze nel Mondo –
Frascati : Museo Tuscolano e Scuderie Aldobrandini
Allestimento a cura di Susan Fiorentino e Anna Maria Volpacchio
Frascati, Museo Tuscolano, Scuderie Aldobrandini dal 3 al 9 Settembre 2016

La vista di Frascati, per chi la raggiunge da Roma è davvero un bel colpo d’occhio. Sta appoggiata su una vasta collina ricca di vigne, orti e uliveti disseminata di Ville una più bella dell’altra. Ogni Villa offre lo spettacolo, a volte strabiliante di immensi, perfetti giardini.
E’ stata la sede di vacanze fin dai tempi dei Romani; anche il Papa durante le caldi estati Romane, si trasferisce ai Castelli.
La più bella è la villa Aldobrandini, dal nome di una nobile famiglia romana che ha dato al mondo Papi ed ecclesiastici di alto rango..
La villa è chiusa ai visitatori ma sono aperte le sue Scuderie.
Si tratta di un edificio monumentale con grande spazi all’interno che si affaccia sulla piazza principale. Le Scuderie sono state restaurate di recente e adesso ospitano il Museo Tuscolano al pianoterra dove è esposta una collezione di reperti archeologici , romani ed etruschi.
La parte interessante per noi, la ragione della nostra visita riguarda una importante Mostra di Quilt,. Il tema è l’acqua : il titolo “Water is life” ci porta subito dentro l’argomento : non c’è niente di così importante come l’acqua : la terra , ‘pianeta blu’, chiamata così perché nell’universo è la sola ricca d’acqua, si sta impoverendo ed inquinando sempre di più. L’acqua necessaria alla vita è una delle più importanti cause delle emigrazioni. L’umanità si sposta, da sempre, alla ricerca dell’acqua, per gli esseri umani è impossibile vivere senza. Come dice una didascalia di un quilt “.. puoi vivere senz’amore senza acqua no “.
La Mostra punta la sua attenzione sull’importanza e sul ruolo delle donne in questo frangente. Nelle zone dove l’acqua è scarsa o inesistente, sono le donne che si fanno carico di procurare l’acqua per il cibo, per far crescere i propri figli e irrorare gli orti.
La Mostra ben collocata e distribuita al I piano dell’edificio delle Scuderie, presenta ben 40 Quilt. La luce naturale che arriva dalle grandi finestre illumina speranzosa il ritratto di una grande tragedia umana.

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Possiamo cominciare dall’inizio . Il Quilt “Fonte di vita” è di Hellis Chatelain (147×147 ) Appena entrate, ci viene incontro il volto di un fanciullo africano, colpito da uno spruzzo d’acqua che lo disseta e lo invita a giocare. Colori e tecnica di ritratto molto efficaci.img_6343

Lily Grace e la Donna assetata”, di Susie Haas (188×178)
Un Quilt è diviso a metà da un corso d’acqua, da una parte c’è chi beve acqua pulita, dall’altra una bimba piange disperata. Senza acqua gli alberi non cresceranno, sullo sfondo tre donne portano sul capo grosse anfore piene d’acqua, dall’altra tre donne danzano contente.img_6319

“Milioni possono vivere senza amore, nessuno senza l’acqua “di Dawn Piasta (89×99)
Una silhouette tutta nera di donna che tiene la mano sul capo di un bambino sullo sfondo di una terra riarsa.
L’ONU stima che nel mondo solo 1 persona su 6 ha accesso alle risorse d’acqua pulita e il pianto di molte madri è troppo flebile per essere ascoltato.

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“Purificazione dell’acqua” di Yael David Cohen (89×125)
Grande fantasia di tessuti blu tutti riciclati e tinti a mano con aggiunta di pittura acrilica. 4 strati di stoffa. Il flusso dell’acqua assomiglia al processo creativo. L’artista usa riciclare le stoffe come si fa con l’acqua in Africa.

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Trova la forza nella sua rete” di Susan Fiorentino, (178×178)
Donne che pescano. La base è la tradizionale ‘Stella solitaria’ con tutti i colori del mare e una grande rete d’oro sospesa piena di grossi pesci. L’oro sottolinea la preziosità dei pesci e il valore della pesca fatta dalle donne al posto dei propri figli perché quelle donne pensano che sia meglio che vadano a scuola.

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“Il Continente Africa” di Laura Looke, (46×64)
Il Continente Africa rappresentato come un patchwork, pieno di colori, di stoffe diverse come è nella realtà con le culture, le lingue, le religioni diverse. Qui la sfida è portare l’acqua pulita per cambiare la vita di donne e bambini. Un gran rubinetto sovrasta e incombe sul Quilt, e alla base ci sono tre pannocchie di mais, le risorse dell’agricoltura.

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“Lei dà l’acqua che fa vivere” di Alma Lee Smith (48×150)
Sagoma nera di una donna africana che raccoglie l’acqua tutti i giorni come sta ad indicare il contenitore che poggia sulla sua testa. Lo sfondo è grezzo e vuoto. Molte scritte sul suo corpo, in bianco, affermano che l’acqua è libera, è di tutti ed è più preziosa dell’argento e dell’oro.

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“Un giorno al pozzo” di Susan Charles, (76×92)
Da un’esperienza svolta in un Centro sociale per un anno intero in Africa per capire l’importanza dell’acqua pulita. Il materiale d’origine consiste in foto scattate dalla stessa autrice ed inserite, stampate su stoffa, sul quilt.

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Il veleno delle Montagne Rocciose” di Luana Rubin (94×170)
Scarichi minerari tossici e rifiuti industriali hanno distrutto la possibilità di usare le acque, tutto il fiume Navajo ne è stato inquinato. Una impressionante storia di cronaca e di attualità. La bellezza della montagna e del paesaggio a contrasto con i teschi che scorrono nelle mortali acque del fiume.

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“Non importa da dove arriva, l’acqua è vita” di Margareth Becker (120×137)
Un Quilt che ci appare semplice, un po’ rozzo, ma è solo la prima vista. Una serie di foto stampate su tessuto, unite tra loro da bordi fatti in patchwork con delle scritte in nero, narrano a noi che diamo per scontato avere acqua corrente tutti i giorni nelle nostre case, quanto invece sia difficile per le donne africane procurarsela, specialmente in periodi di siccità. Un invito a risparmiare ed apprezzare l’acqua e a risparmiarla.

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Questo il racconto della Mostra, un po’ sommario certo ma ho cercato di metterci quasi tutto. Credo che la Mostra verrà portata anche a Roma prima di raggiungere gli USA, in modo che la possano vedere in molti, anzi spero moltissimi.

Tullia Ferrero settembre 2016
Scuola Romana Quilting

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